Il redditometro presto diverrà una nuova arma a disposizione del fisco ma non sono pochi i dubbi sollevati dagli addetti ai lavori in merito a come viene effettuato il calcolo del reddito presunto. In particolare molte perplessità suscitano l’utilizzo delle spese medie istat ed il meccanismo degli incrementi patrimoniali.
Per quanto concerne invece gli incrementi patrimoniali l’attuale legislazione sembra superare il precedente dettato legislativo che prevedeva che l’incremento patrimoniale fosse spalmato nell’anno dell’uscita e nei quattro precedenti. Inoltre una recente circolare sempre in tema di redditometro precisa che l’investimento deve essere considerato al netto dei disinvestimenti effettuati nell’ano in corso e nei quattro precedenti. Alcune modifiche sembrano invece in procinto di essere varate per quanto riguarda investimenti ingenti come la casa. Una prima interpretazione aveva infatti stabilito che l’esborso per l’immobile potesse essere considerato al netto esclusivamente dell’ammontare del mutuo contratto, tralasciando quindi altre spese. A breve un nuovo chiarimento consentirà di stabilire anche la percentuale delle altre spese che concorreranno all’investimento.
Ulteriori problemi potrebbero nascere dal fatto che in sede di contraddittorio il contribuente potrebbe far rilevare che la ripartizione in cinque anni non è corretta tenuto conto della situazione reddituale, e pertanto si potrebbe rendere necessario una differente ripartizione.